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TERRITORIO

Maccagno

Il Territorio

Racconta una leggenda che nel 962 d.C. Ottone I, Imperatore del Sacro Romano Impero, fu sorpreso da un fortunale al largo di Maccagno, salvandosi solo grazie all’intervento di alcuni pescatori che, riportatolo a riva, gli offrirono ospitalità nelle proprie case. Il sovrano, riconoscente, concesse allora al borgo il titolo di “corte imperiale”.
Collocato sulla sponda orientale del Lago Maggiore, l’abitato di Maccagno si sviluppa su un territorio multiforme che dalla piana alluvionale del torrente Giona risale i rilievi della Valle Veddasca sino ai 1200 m del Passo Forcora. Vette tondeggianti e stretti fondovalle di origine glaciale incorniciano il paese lacustre, disegnando una geografia articolata ed un paesaggio di particolare suggestione. L’insediamento umano in questa terra sembra risalire all’Età del Bronzo e del Ferro, come testimoniato dalle tante incisioni rupestri, mentre la presenza di insediamenti romani è attestata dal ritrovamento di alcune tombe contenenti urne cinerarie e numerose monete. Notizie più certe si hanno solo a partire dal Medioevo, quando il piccolo villaggio di pescatori ed artigiani era suddiviso nei due nuclei, geograficamente, culturalmente ed economicamente distinti di Maccagno Superiore e Maccagno Inferiore. Definizione suggerita da una lieve differenza di altitudine, e soprattutto dalla netta separazione marcata dal fiume, che trovò conferma nella storia. Mentre Maccagno Superiore, facente parte della pieve di Valtravaglia, ricadeva sotto la giurisdizione di Milano, Maccagno Inferiore, in virtù della dipendenza dalla nobile famiglia dei conti Mandelli, fu elevato al rango di feudo imperiale e visse per lunghi anni alla stregua di un piccolo stato libero, fregiato nel 1622 del privilegio maggiore: l’istituzione di una Zecca e la concessione del diritto di coniare monete di qualsiasi genere e valore. Nel 1668, all’estinzione del ramo diretto dei Mandelli, il borgo fu messo in vendita e, nel 1718, infeudato ai Borromeo. La soppressione dei regimi feudali , nel 1797, comportò la perdita dei secolari diritti e l’annessione alla Repubblica Cisalpina. La separazione tra i due borghi proseguì sino al 1927.

Maccagno Inferiore

Imboccando via Mameli da piazza Roma – dove una lapide ricorda l’edificio che ospitò la Zecca – si è da subito immersi nel cuore antico del borgo, intervallato da sottopassaggi ombrosi su cui prospettano edifici rustici e abitazioni signorili, con bei portali e tracce di affreschi. L’impianto medioevale dell’abitato si rivela nelle strette scalinate che perpendicolarmente l’attraversano, nei muri che conservano il segno delle porte mobili sbarrate in caso di pericolo e, in particolar modo, nell’isolato di via Della Bella, lungo cui s’incontra Palazzo Mandelli, con i resti della cinta muraria e i quattro torrioni difensivi. Del sistema di difesa faceva parte anche la Torre Imperiale, eretta sopra il feudo in posizione strategica da cui avvistare eventuali minacce. All’estremità di via Mameli, in direzione di Maccagno Superiore, si trova la chiesa di Santo Stefano, d’origine medioevale ma ricostruita a partire dal 1761. Dietro l’altare maggiore, una Madonna con Bambino (XVI sec) attribuita ad Antonio da Tradate. Da via Della Bella un’erta mulattiera conduce all’oratorio di Santa Maria delle Grazie, in località Monte Venere, antico luogo d’alpeggio. Arroccata su uno sperone di roccia a strapiombo sul lago, da cui godere di uno splendido panorama, è invece la cinquecentesca chiesa della Madonna del Rosario, con la peculiare copertura in piode di serizzo.

Maccagno Superiore

Sulla riva destra del torrente Giona si sviluppa l’abitato di Maccagno Superiore, dove elementi medioevali si accompagnano alle più eleganti abitazioni di via Cuccuini. Particolarmente suggestivo lo scorcio del nucleo più antico, a ridosso della montagna, dove la scalinata Casati conduce alla vecchia mulattiera che ancora collega il fondovalle alle frazioni soprastanti, verso cui era anticamente l’unica via d’accesso. All’altezza dei primi gradini è la chiesa di Sant’ Antonio, custode di un ciclo di affreschi attribuiti ad Antonio da Tradate (XV-XVI sec).Poco distante, la chiesa di San Materno, eretta sul finire del Cinquecento e rinnovata integralmente a partire dal Settecento. La Cappella dell’Addolorata, lungo la navata destra, custodisce un pregevole gruppo ligneo opera dell’intagliatore varesino Bernardino Castelli. Con il fiorire del commercio e l’avvento del turismo il centro della vita paesana si spostò attorno alla stazione ferroviaria – inaugurata nel 1882 – favorendo la costruzione di alberghi e dimore signorili, tra cui proprio l’Albergo Maccagno e villa Clerici-Pellerani, oggi sede del palazzo comunale.

[Fonti: L. Giampaolo, Storia breve di Maccagno Inferiore, già feudo imperiale, corte regale degli imperatori, terra per sé e di Maccagno Superiore (1963), Marco Cattaneo Editore, Germignaga 2002; www.comune.maccagno.va.it ]

Dintorni

I dintorni

La prima cosa a colpire, giungendo a Maccagno, è la bellezza del paesaggio. Un dialogo continuo tra lago e montagna, sullo sfondo di una vegetazione rigogliosa che ad ogni cambio di stagione si tinge di nuove e diverse sfumature. Numerose le possibilità di escursioni che si potranno intraprendere, cominciando proprio dalla visita del borgo millenario. Una passeggiata lungo lo splendido lungolago sarà un ottimo modo di iniziare o concludere la giornata, o di trascorrere un pomeriggio al sole nella stagione più calda. Nuoto, uscite in barca e la possibilità di cimentarsi in un’emozionante arrampicata sulla palestra di roccia “Il Cinzanino” – gestita dalla sezione CAI di Luino – offrono molteplici occasioni di svago anche ai più sportivi. La vivacità di questa piccola cittadina si traduce anche in una fervida proposta culturale che ruota attorno all’attività del Mueso Parisi Valle – originale costruzione a ponte sul fiume Giona – e dell’Auditorium di via Valsecchi, con il loro calendario di mostre, concerti ed eventi. Il vicino scalo della Navigazione Laghi fa inoltre di Maccagno l’ideale punto di partenza da cui imbarcarsi alla scoperta del Lago Maggiore e delle sue bellezze. L’esplorazione del territorio non potrà poi trascurare le multiformi suggestioni naturalistiche della Valle Veddasca, con il suo susseguirsi di piccoli villaggi dalle caratteristiche abitazioni in sasso, custodi di secolari tradizioni rurali e prealpine. Raggiungibile in automobile, ma meglio godibile percorrendo i numerosi sentieri che l’attraversano, ripagherà la fatica degli escursionisti con la vista di panorami mozzafiato. La cittadina di Luino, a pochi chilometri di distanza, merita una visita nel giorno del grande mercato settimanale che, da quasi cinquecento anni, attira ogni mercoledì migliaia di visitatori da diversi paesi europei. Varese, il capoluogo di provincia, è a poco più di mezz’ora d’auto ed offre interessanti spunti culturali ed artistici: un bel centro storico, uno straordinario circuito di ville e giardini, musei e gallerie d’arte ed un bellissimo Sacro Monte. La vicinanza con la Svizzera impone infine un’incursione oltre confine, raggiungendo, in meno di un’ora, le più importanti città del Canton Ticino: Bellinzona, Locarno, Lugano.

Link

www.paesaggiinscena.it
www.comune.maccagno.va.it
www.museoparisivalle.it
www.apicolturarrighi.it
www.piandulares.it
www.cailuino.it
www.navigazionelaghi.it
www.camminaconlasino.it