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STRUTTURA

Chi siamo

La struttura

Dalla fine del 2012 l’Albergo Maccagno è gestito da Renata e Massimo, che lo conducono in un’atmosfera semplice e familiare facendone, oggi come un tempo, un punto di ritrovo per la gente del borgo come per i turisti di passaggio, che qui possono sostare per una pausa ristoratrice nell’ampia sala bar al pianterreno.
Le camere si trovano al primo ed al secondo piano, cui si accede salendo una bella scala in sasso, ben conservata traccia della storia secolare dell’edificio. Tutte le stanze sono dotate di bagno privato con doccia, televisore e connessione wi-fi gratuita.
L’intera struttura è stata sobriamente ristrutturata nel rispetto della recente tradizione dell’albergo, che dopo i fasti d’inizio Novecento divenne, nel secondo dopoguerra, pensione per emigranti, lavoratori di passaggio e i turisti che sempre più in massa arrivavano a visitare i dintorni del Lago Maggiore.
La formula proposta è quella del B&B, con un’abbondante colazione servita al piano terra: all’italiana, per i più tradizionalisti, ed internazionale per incontrare i gusti dei tanti clienti stranieri.
Al pianterreno è inoltre allestito un piccolo angolo lettura, dove poter sfogliare e consultare un’interessante selezione editoriale dedicata alla storia ed al territorio di quest’affascinante angolo d’Italia, che aiuterà l’ospite nella scelta dei suoi itinerari di visita.
Lo spirito dell’Albergo Maccagno si traduce anche nella collaborazione con altri soggetti locali attivi nella promozione di un turismo verde dell’area: allevatori, coltivatori e guide ambientali grazie alla cui cooperazione Renata e Massimo offrono ai propri ospiti prodotti biologici – quali miele e formaggi – e suggerimenti di visite guidate.
Chi giunga a Maccagno con la propria auto troverà un comodo parcheggio nelle vicinanze, ma la centralissima posizione, a pochi metri dalla stazione ferroviaria e dalla fermata dell’autobus di linea, rappresenta per tutti un indubbio motivo di valore. Nei pressi dell’albergo l’ospite avrà inoltre a sua disposizione un supermercato, una tabaccheria ed altre caratteristiche botteghe di paese.

Albergo

La storia

Nato come pensione e ristorante già tra fine ’800 e inizio ’900, l’Albergo Maccagno vanta una storia decennale di vicende, volti e soggiorni; un passato di villeggiature eleganti e modi cortesi che rievoca antiche atmosfere da Belle Epoque. Spiccata cortesia, professionalità, rispetto del cliente, pulizia e decoro erano gli imperativi categorici dell’esercizio. Maccagno era allora un piccolo ma vivace borgo di provincia, con numerose botteghe e negozi di merce varia con cui gli albergatori interagivano in un’atmosfera di grande famiglia allargata: un calzolaio, due parrucchieri, una macelleria che forniva sempre carne di prima qualità, un prestinaio (panettiere), l’emporio di frutta e verdura, una farmacia ed una merceria. L’estate, tempo della villeggiatura borghese, le stanze della pensione si riempivano dei facoltosi clienti affezionati. Imprenditori, nobili e nomi illustri della società che qui arrivavano a trascorrere la stagione più calda, spesso accompagnati da un seguito di personale di servizio: autisti, governanti, inservienti ed istitutrici. Ma l’albergo era soprattutto un punto di ritrovo per la gente del borgo, anche grazie alla posizione strategica sulla principale piazza Vittorio Veneto, proprio sul crocevia di strade che conducevano, e tutt’ora conducono, alle frazioni soprastanti e verso la vicina Svizzera. L’ambiente amichevole non comprometteva però l’atmosfera ossequiosa e raffinata, e tutto era curato sin nei minimi particolari, come ricorda una delle figlie dei primi proprietari:
«[…] il cliente era molto rispettato, papà aveva una venerazione per l’esercizio; quando arrivavano con la macchina si affacciava sulla porta a riceverli, e dovevamo tutti essere sulla porta a salutare quando il cliente se ne andava. […] Allora bisognava mettersi l’abito da sera, per andare a cena, perciò anche il servizio doveva essere adeguato alle persone che c’erano. C’era un grande salone meraviglioso, con una tappezzeria, tutti giglietti di Firenze! Era una tappezzeria rossa, con gli addobbi rossi. Avevamo tutte le posate, i piatti, con la scritta “Albergo Maccagno”. Era un albergo elegante, […]».
La vita della famiglia era scandita dai ritmi dell’attività e coinvolgeva tutti, compresi i bambini, che sin da piccoli cominciavano ad aiutare, sia nelle pulizie che nel servizio, sempre all’insegna del rigore estetico e della cura materiale. Di settimana in settimana, stoviglie, locali e corredi erano puliti e disinfettati secondo una ben definita cadenza giornaliera. Sul lavoro gli abiti colorati erano banditi in luogo del più formale bianco e nero. Lo smalto per le unghie era assolutamente vietato, come pure presentarsi al bancone del bar o ai tavoli senza calze: una moda confinata alla spiaggia. Uno scenario d'antan cui mise fine lo scoppiare della guerra, segnando la fine di un’epoca. La struttura fu requisita dalla milizia tedesca che pattugliava la zona e le stanze destinate ad accogliere i numerosi profughi che arrivavano da Milano e dintorni. A conflitto finito, quando una lenta e faticosa ripresa cominciò a dare i primi segnali di speranza, anche l’albergo riprese la normale attività, in un clima però profondamente cambiato.